Frutta, verdura e legumi
Carciofo violetto di Castellammare
Carciofo violetto di Castellammare: la primizia stabiese cresciuta sotto la pignatta
Varietà precoce del gruppo Romanesco, il carciofo violetto si coltiva nella piana fra Castellammare di Stabia, Gragnano e Pompei, dove già in età borbonica lo chiamavano primaticcio. Senza spine, con capolini grandi e tondi, si comincia a raccogliere a fine febbraio. È Presidio Slow Food e prodotto agroalimentare tradizionale (PAT) della Campania.
- Capolini globosi e privi di spine, con brattee verdi che sfumano verso il rosa e il violetto
- Per tradizione la mammolella matura sotto una pignatta di terracotta: più chiara, più tenera
- Le mammarelle centrali, colte per prime fra febbraio e marzo, sono le più pregiate
Come gustarlo. A Pasquetta si cuoce intero nella brace, poi si spoglia delle foglie bruciate e si condisce con aglio fresco, prezzemolo, sale, pepe e olio. Sott'olio dura oltre la breve stagione e si accompagna a salame e soppressata dei Monti Lattari.
- Zone di produzione
- Campania
- Stagione
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