Frutta, verdura e legumi
Carciofo della Terra dei Messapi
Carciofo della Terra dei Messapi, il «brutto» senza spine nato per il ripieno
Lo chiamano carciofo brutto per il capolino che si schiude, ma è proprio quella corolla aperta a farne un carciofo prezioso in cucina. Ecotipo di tipo Catanese arrivato dalla Sicilia nel dopoguerra, oggi lo coltivano con metodi sostenibili i produttori del Presidio Slow Food fra Ostuni, Carovigno, Ceglie Messapica e i paesi vicini.
- Capolino aperto, brattee verdi sfumate di viola, nessuna spina
- Fresco in inverno e primavera, piccolo, tenero e carnoso a maggio, a fine raccolta
- La corolla dischiusa fa spazio a una farcia abbondante: è il carciofo da ripieno
Come gustarlo. Farcitelo con formaggio, uova, pane raffermo, menta e un po' d'aglio, poi lasciatelo cuocere piano in casseruola, in piedi, nel pomodoro o nel brodo. I piccoli capolini di maggio vanno sott'olio o in acqua e sale.
- Zone di produzione
- Puglia
- Stagione
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